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Poesie in dialetto abruzzese Michele Lalla
Poesie in dialetto abruzzese
Michele Lalla
Il libro può incuriosire anche chi non è interessato alla poesia, perché nella sezione Note contiene novantacinque (95) annotazioni lessicali e una sintesi della grammatica del dialetto abruzzese. Ovviamente, la parte rilevante dei testi è riservata alle poesie scritte nel cinquantennio che va dal 1970 al 2020, che sono raggruppate in tre sezioni, ciascuna corrispondente a una delle tre pubblicazioni effettuate nel tempo. I testi hanno subíto modifiche piú o meno marginali, rispetto alle versioni già pubblicate. Le variazioni ortografiche, invece, indicano sia la difficoltà a trascrivere suoni complessi del dialetto con un alfabeto inadeguato, sia la scarsa tradizione della scrittura in dialetto e, soprattutto, la riflessione continua sulla scrittura in dialetto, svolta e maturata nel tempo (v. Nota tecnica) con i dubbi, i pentimenti, le decisioni meditate a lungo e prese in ritardo, i ripensamenti. La sezione A è Storie vère o 'nventate (Storie vere o inventate) e contiene i componimenti rielaborati di una precedente pubblicazione (1983), basata su uno stilema vernacolare, dove la loro struttura narrativa, intesa come storia e mimèsi, era stata privilegiata rispetto al frammento lirico, perché l'universo del contenuto e le potenzialità espressive erano state indirizzate ai lettori di Liscia (provincia di Chieti); pertanto, si era adottata la forma tradizionale del sonetto con le rime e gli endecasillabi, tipici dei cantastorie. Il dialetto era stato utilizzato (vissuto) al suo livello zero: strumento laconico, concreto, e limitato perché cosí emergeva dall'ambiente semplice e senza incrostazioni intimistiche o intellettuali, pervaso da comunicazioni basate esclusivamente sui fatti, schivo verso i sentimenti, forse incline solo a una possibile empatia per carenza di parole adatte a descrivere l'interiorità e gli stati d'animo. La sezione A non è corposa e contiene l'esposizione in versi di fatti accaduti perché avevano aspetti buffi e sorprendenti, ma anche un monito, un insegnamento dentro un sistema etico, morale, e religioso. I testi prodotti avevano risentito del e si erano adeguati al clima che rappresentavano risolvendosi nell'aneddoto, nell'aforisma, nella riflessione moralistica. La sezione B è Scurciature de memorie (Scorciatoie di memoria) e contiene poesie della maturità e consapevolezza della scrittura in dialetto (2001), non guidata da intenti etico-sociali o maieutici, ma dallo spontaneo fluire dell'anelito espressivo in dialetto, piuttosto che in italiano, visto che l'autore scrive poesie anche, e soprattutto, in italiano. Qui la memoria, con un lirismo temperato, svolge un ruolo prominente, ripercorrendo il luogo delle complicazioni interminabili del pensiero connaturato nel verso che cerca verità taglienti e assolute, magari, per ritrovarle smussate e relative, perché la visione segue spesso percorsi affetti da distorsioni o riflessi che sviano lungo chine attrattrici, dove il vero è quel che si pensa e il falso è il contrario o il diverso che proviene da altro. La sezione C è Tèmpe de mbernite (Tempo dell'imbrunire) e contiene i testi contaminati sia dal tempo presente delle composizioni (2012/2020) sia il tempo ideale della parte della vita che volge al tramonto. Il titolo allude, infatti, al crepuscolo, alla sera, al buio imminente; quindi, alla vecchiaia, alla fine, al termine del viaggio concernente la vita e la scrittura in dialetto. Si può registrare nello stilema un lento passaggio dal periodo della sezione B al periodo della sezione C o contemporaneo.
| Media | Books Paperback Book (Book with soft cover and glued back) |
| Released | December 8, 2020 |
| ISBN13 | 9798578431159 |
| Pages | 324 |
| Dimensions | 152 × 229 × 17 mm · 435 g |
| Language | Italian |